Nel corso dell’estate 2013 sono visitabili nell’Antico Complesso Parrocchiale di Usseglio tre esposizioni, inaugurate sabato 6 luglio con un concerto del coro “Francesco Tamagno” dedicato al bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e con la premiazione degli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino che hanno partecipato alla quarta edizione del Premio d’Incisione Valle di Viù. 

L’Antica Chiesa Parrocchiale dell’Assunta ospita le sculture di Gabriele Garbolino Ru’. “La prima sensazione, entrando in quello spazio, fu di un ambiente carico di storia e affascinante, ma rimasto inesorabilmente vuoto. Sembravano andati via tutti, anche i santi dalle loro nicchie. Ho deciso di intervenire lasciando una rispettosa traccia narrativa”. I lavori di Garbolino sono i personaggi di un racconto, presenze discrete che popolano l’ex parrocchiale, accompagnate da casse di migranti di passaggio. La transitorietà di queste figure legate in un gioco di rimandi che allude al legame con le radici, al timore, al ricordo, alla fiducia nel futuro.

Originario di Viù, Gabriele Garbolino Ru’, è nato nel 1974 a Torino, dove ha conseguito il diploma all’Accademia Albertina. Nel corso della sua carriera ha praticato vari generi scultorei: dal monumento celebrativo a quello commemorativo, dall’opera di soggetto religioso al ritratto, utilizzando marmo, bronzo, alluminio, ghisa o ferro.

Al primo piano del Museo Civico “Arnaldo Tazzetti”, Carlo Vaulà espone i suoi dipinti che ritraggono paesaggi della Valle di Viù e in particolare di Usseglio, come i piccoli oli su tavola Inverno nel vallone d’Arnas, L’antica parrocchiale, Baite a Benot, Autunno nella piana d’Usseglio.

Vaulà nasce nel 1938 a Torino, dove vive e lavora. Si inserisce nella tradizione paesaggistica piemontese privilegiando la pittura en plein air, la maestosità dei monti, i silenzi d’altura, il mormorio dei ruscelli con attenzione per i particolari quotidiani che spesso donano una sfumatura intimistica alla sua pittura di matrice realista. Ritmi lenti, meditativi. “Carlo Vaulà conduce giorno dopo giorno un lavoro serio, convinto, attento: le nevi, le acque, la pace dei borghi, accompagnano le ore di questo pittore che sa guardare al passato al fine di renderlo tuttavia attuale, che s’incanta di fronte a un corso d’acqua; che ascolta infine la voce della natura” (Gian Giorgio Massara).

A partire dagli anni Novanta ha esposto in mostre personali presso i Comuni di Ala di Stura, Balme, Ceres, Cesana, la Galleria Capricorno (Vigevano), la Galleria Calandra (Torino) e il Centro di Cultura Alpina “Dogana Reale” (Bobbio Pellice).

Nella Cappella della Confraternita del SS.mo Nome di Gesù è allestito il dipinto di Cesare Ferro Milone (Torino 1880-1934), Portatori di slitte al monte del 1902-1907, insieme a un bozzetto preparatorio, recentemente acquisiti dal Museo Civico grazie a donazione della famiglia dell’artista. La tela, recentemente restaurata, e il disegno documentando la presenza e l’attività ussegliese del celebre paesaggista che, appena ventiduenne, si fa testimone dell’attività dei montanari offrendo un interessante documento visivo dell’uso della slitta come strumento di lavoro. Ferro Milone aveva studiato all’Accademia Albertina, di cui, dopo il periodo trascorso in Siam per decorare il palazzo reale di Bangkok, sarà docente, insieme al suo maestro Giacomo Grosso, e poi presidente.

Per l’occasione è stato edito il catalogo Cesare Ferro Milone dai monti di Usseglio ai templi del Siam, a cura di Gian Giorgio Massara e Maria Luisa Moncassoli Tibone.