La chiesa, a tre navate, è la più grande delle Valli di Lanzo. All’interno si segnalano: a destra, il Crocifisso di Stefano Maria Clemente (Torino, 1719-1794) giunto dall’Eremo di Pecetto con le soppressioni napoleoniche e l’altare della Madonna del Rosario con la pala dipinta nel 1869 da Giovanni Battista Fino (Torino, 1820-1898), originario di Viù; a sinistra, la pala seicentesca della Madonna del Suffragio, con i Santi Martino e Biagio.

Presso l’altare maggiore, sia la pala della Madonna col Bambino e i Santi Martino e Biagio, sia i dipinti murali furono realizzati nella seconda parte dell’Ottocento da Carlo Thermignon (Torino, 1857-1938).

CENNI STORICI. Tradizionalmente si fa risalire al 1011 la prima citazione della parrocchia in un atto – di cui esisteva una copia più tarda, oggi irreperibile – in cui il vescovo di Torino, Landolfo, conferma al Monastero di San Solutore la donazione della Chiesa di San Martino con tutti i suoi fondi.
Nel corso dei secoli la chiesa ha subito molte trasformazioni: a partire dal 1781 ha assunto le dimensioni attuali. In quel periodo vennero costruiti il piazzale antistante e lo scalone. L’interno fu rimaneggiato tra gli anni ’40 e ’50 del XX secolo.