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Nella sezione storico-artistica sono esposte opere – acquisite negli anni grazie a generose donazioni private – di rappresentanti del vedutismo torinese di fine Ottocento – inizio Novecento, legati a Usseglio dalla nascita o dall’interesse per il paesaggio locale, quali Giuseppe Sauli d’Igliano (1853-1928) e Cesare Ferro Milone (1880-1934), cui la piccola pinacoteca è dedicata.

Originario della frazione Quagliera, dov’è tuttora la casa di villeggiatura di famiglia, Cesare Ferro si formò, allievo prediletto di Giacomo Grosso, all’Accademia Albertina di Torino, di cui fu docente e poi presidente dal 1930 al 1933. Tra le prime esposizioni, quella alla Promotrice nel 1898 e poi al Circolo degli Artisti nel 1901. Prevalentemente paesaggista e ritrattista caratterizzato da sensibile realismo, dopo un periodo in Siam (1904-1907) per attendere alla decorazione del palazzo reale di Bangkok e ad altri lavori (e dove tornò ancora negli anni Venti), fu nominato docente dell’Accademia torinese nel 1909 e realizzò disegni e acquerelli per il padiglione del Siam all’Esposizione Internazionale nel 1911.

Il Museo possiede tre opere di Cesare Ferro: Portatori di Slitte al Monte (olio su tela, 1902-1907), il relativo disegno preparatorio e il raffinato Interno a Bangkok (acquerello, 1904-1907). Ad Usseglio si trova tuttavia ancora un lavoro, Le Tre Marie (fresco-secco, 1932), presso la cappella funeraria della famiglia Ferro Milone.

Di Giuseppe Sauli d’Igliano, profondamente legato a Usseglio, sono conservati cinque oli su tavola: La PerineraDa CottalordaCampi a CasalborgoneVilleggianti in gitaTramonto.

Giuseppe Sauli d’Igliano, di nobile famiglia torinese originaria di Genova, operò a in Liguria e in Piemonte, a Venezia e a Roma, nel Canavese e soprattutto a Usseglio, dove negli anni Venti la sua famiglia costruì un’abitazione di villeggiatura e dove l’artista soggiornò a lungo, realizzando numerose vedute che, per il loro realismo e fedeltà al dato territoriale, sono anche documenti di storia ambientale.

Uno sguardo attento è rivolto anche al presente, con una serie di iniziative che intendono favorire il rinnovamento dell’attrattiva artistica esercitata dal suo territorio: a rotazione, sono esposti i lavori di artisti contemporanei ai quali il Museo ha dedicato in passato mostre personali temporanee, come Xavier de Maistre, Nick Edel, Titti Garelli, Guglielmo Pramotton e Gagriele Garbolino Ru’ e le opere vincitrici dell’annuale Premio d’Incisione Valle di Viù, organizzato dal 2010 con la collaborazione dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Per ragioni conservative, nel periodo invernale i dipinti storici non sono visibili al pubblico, perché ritirati in deposito.